Distruggere l’unità madre- figlio è una decisione contro l’umanità - da "La verità", 10 marzo 2026
Sono stati generosi, i Trevaillon, con i loro toccanti bambini e la loro visione del mondo e dell’educazione, arcaiche e vitali e insieme delicate e decise. Ci stanno insegnando molte cose.
Sarebbero piaciuti al Benito Mussolini degli inizi, che, consapevole dei benefici effetti di boschi e campagne, riunì in Opera Nazionale le scuole Maria Montessori, per risolvere i problemi di educazione e analfabetismo di boschi e campagne.(C. Risé, P. Ferliga. Curare l’anima. Psicologia dell’educazione. Editrice La Scuola. 2015).
I metodi naturali e le attive sensibilità Montessori, (lo si sapeva già da allora, e il ministro- il filosofo Giovanni Gentile - era d’accordo) erano esattamente il contrario delle gelide e supponenti regole dove adesso, più di un secolo dopo, si volevano consegnare i tre poetici bimbi Trevaillon con la loro sanissima e profondamente colta adorazione verso il bosco, la natura e gli animali e i preziosi, indispensabili saperi fisici e spirituali che essi contengono.
Sembrava dunque che tutto andasse bene, ma ecco arrivare una figura notissima e molto temuta nelle attuali vicende umane, soprattutto tra i piccoli: l’assistente sociale. Un personaggio, spesso femminile, che ha preso forma in tempi recenti e confusi, e purtroppo ha una storia professionale finora ancora breve e affrettata, con saperi fragili e sbrigativi, destinati alle richieste senz’anima delle burocrazie tradizionali.
Ecco allora che anche in questa storia, commovente e tremenda come le fiabe delle streghe, e come tante altre terribili e ciniche storie di cronaca, ( come Bibbiano e Forteto), risuona il maleficio: fuori i figli dalla casa scandalosamente umile e non sufficientemente disinfettata e si affidino all’ Assistenza Sociale.
Non solo asettica, ma spesso apparentemente indifferente ai sentimenti, quando non ostile. Tuttavia ciò è inaccettabile perché il sentimento è proprio ciò che promuove ogni cambiamento nella relazione psicologica: se non c’è non succede niente: solo tristezza e disperazione. Ed ecco quindi il pianto disperato dei bambini e la tristezza degli adulti. Perché una famiglia non è un ente amministrativo: è un organismo vivente, quello dove – come ci ha ricordato il Papa Ratzinger pochi anni fa - si conosce l’altro, il primo, vero tu, e quindi se stessi. E ’così che si impara a vivere e nutrire i primi appetiti della persona, decisivi per il futuro: con la naturalità e forza dei preziosi prodotti dell’orto di casa, in cui abbiamo impegnato il nostro stesso corpo. Recuperando dunque saperi sostanzialmente non molto diversi da quelli dei genitori, che affondavano le loro radici nei millenni dei libri fondativi delle varie culture.
Niente di astratto si intende: le pratiche e considerazioni indispensabili sono note, molto utili e già silenziosamente seguite dalle usanze e conoscenze dei cani o dei gatti di casa, creature abili e pratiche, reduci da formazioni, giochi, strategie e movimenti maturati nei millenni della vita del creato. E’ anche per questo che queste creature naturalissime sono oggi più ascoltate dei burocratici assistenti sociali, ansiosamente in attesa delle molteplici e cangianti intelligenze artificiali, ma nel frattempo sprezzanti delle esigenze più che mai vitali dell’istituzione umana più antica e sostanzialmente immodificabile dell’umanità: la famiglia, come ammesso anche da studiosi/e tuttora riconosciuti e ascoltati, come Hanna Arendt.
In queste però, osservando i fenomeni della realtà di oggi, e non delle burocrazie di ieri si trovano aspetti previsti anche dalle osservazioni fatte oggi e domani dalla fisica contemporanea, post einsteniana, nata insieme alla psicologia analitica junghiana nelle quale io stesso mi sono formato.
É però nell’indispensabile concretissima e profonda famiglia cuore, sangue, corpo, pelle, gambe possono sostituire volentieri le astratte e formali dispense, di quelle che abbandonano la geniale sintesi della pratica fisica con la ferrea ignoranza del computer, richiuso nella ripetizione della formula e impedito allo sviluppo.
Questi bambini, e i loro avventurosi genitori hanno il diritto alla terrestre semplicità che si sa da tempo essere più istruttiva, profonda, vitale e divertente della spocchia e del manierismo burocratico; brutto e privo di senso.
Lasciateli essere sé stessi. Magari, anzi, copiateli un po’. Vedrete che è meglio.
