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Il dono per uscire dalla prigione del narcisismo ed incontrare gli altri Intervista di Debora Donnini a Claudio Risé , 31 gennaio 2005. - Da RADIOVATICANA, 21 giugno 2004 - www.vaticanradio.org

“FELICITA’ E’ DONARSI. CONTRO LA CULTURA DEL NARCISISMO E ALLA SCOPERTA DELL’ALTRO”: IN UN LIBRO DELLO PSICOTERAPEUTA CLAUDIO RISE’ UNA RIFLESSIONE SULLE DIVERSE MODALITA’ DI CONCEPIRE LA RELAZIONE CON L’ALTRO.
 

“Felicità è donarsi. Contro la cultura del narcisismo e per la scoperta dell’altro”. E’ il titolo del libro scritto dallo psicoterapeuta Claudio Risé ed edito recentemente dalla casa editrice Sperling. Risé mette in evidenza come il dono sia la chiave per uscire dalla prigione del narcisismo, le cui sbarre fatte di calcolo ossessivo, egoismo ed avarizia, impediscono di entrare nel flusso vitale delle relazioni ed incontrare gli altri.
Debora Donnini ha intervistato lo stesso Claudio Risé:


R. – Il narcisista, proprio per via di questi muri che si costruisce e che impediscono una comunicazione autentica con il mondo, non offre doni e neppure li riceve perché li teme. In questo modo, cade anche in una costante oscillazione tra l’euforia ed una situazione di sostanziale depressione, di mancanza di energia che gli viene proprio da questa assenza di relazioni autentiche.

D. – Perché il narcisista non riesce ad amare?

R. – Perché ha paura. Intuisce che amare vuol dire mettersi in gioco e teme che dare si risolva in un ‘perdere’. E’ qualcuno che non ha capito, al quale anche non è stato insegnato che il dono sempre ti ritorna, sotto forma di energia, magari da parte di un’altra persona, in un’altra esperienza.

D. – Tra l’altro, forse nel narcisista c’è anche la paura che l’oggetto del suo amore non sia alla sua altezza ...

R. – Sì, ma penso che questo nasconda un negato sentimento di inferiorità: in realtà, è lui che teme di non essere all’altezza dell’oggetto di amore. Quindi, sostanzialmente è una persona che non sa chi è e si identifica con dei modelli esterni, di volta in volta proposti dal sistema delle comunicazioni.

D. – Uno dei tratti che caratterizza i giovani della nostra società è che spesso preferiscono lasciarsi manipolare piuttosto che vivere veramente la libertà, cioè viverla prendendosi la responsabilità e avendo il coraggio di farlo. Questo, ovviamente, in diverse situazioni e con diverse sfaccettature, ma ha a che fare con il narcisismo?

R. – Ha molto a che fare con il narcisismo, perché il nostro modello di cultura è un modello che promuove questo ‘io’ debole. Da una parte, non propone visioni del mondo ed è caratteristico del relativismo della cultura contemporanea, cioè la verità non c’è... Dall’altra parte, proprio così facendo, questo vuoto di verità viene riempito da una serie di manipolatori, e siamo alle sette ma siamo anche a molti poteri tradizionali che si pongono in modo manipolante.

D. – Per superare la tendenza narcisistica, che cosa è veramente d’aiuto?

R. – La strategia del dono. Il dono è una forza profonda, iscritta nella psiche umana, che tende naturalmente e istintivamente a liberare l’uomo dalla prigione di tipo narcisista in cui, per ragioni individuali o per ragioni collettive, è scivolato.