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Una sezione della bibliografia

Note al capitolo - L’uomo, la dimensione verticale e la testa per aria

1 L. Ritter Santini Il volo di Ganimede: mito di ascesa nella Germania moderna, Marsilio, Venezia, 1998.

 

2 J. Loth Mabinogion, 1, pag. 205; cit. in J. Markale La tradition Celtique, Payot, Parigi, 1978, pag. 208.

 

3 R. Graves I miti greci, Longanesi, Milano, 29, c1.

 

4 G. D’Annunzio Notturno.

 

5 Rudolf Steiner lo spiega così: «Quando dalla primavera si va verso l’estate, l’essere della natura diventa sempre più attivo, sempre più interiormente saturo, e l’uomo stesso vi viene intessuto con l’intero suo essere. Si può dire che in estate l’uomo acquisisce la coscienza della natura». R . Steiner L’esperienza del corso dell’anno in quattro immaginazioni cosmiche. Quarta conferenza, Editrice Antroposofica, Milano.

 

6 L. Iringaray Amante marina. Friedrich Nietzsche, Feltrinelli, Milano, 1981.

 

7 R. Graves op. cit., 92, e, f.

 

8 Vedi G. Jobes Dictionary of Mythology Folklore and Symbols, The Scarecrow Press, New York, 1962, vol. II, pag. 1005.

 

9 La radice blod rimanda, oltre che ai fiori, anche al sangue.

 

10 C. Risé, Parsifal, red edizioni, Como.

 

11 Tutti e tre i principali iniziatori di Parsifal, il cavaliere Gurnemanz, Amfortas il Re Pescatore e il monaco Trevrizent, sono fratelli della madre di Parsifal, Herzeloyde. Dal punto di vista psicologico, è possibile leggerli come aspetti positivi dell’Animus o lato maschile materno, che compensano il suo aspetto negativo di Grande Madre. Cfr. C. Risé, Parsifal.

 

12 L’unione tra il vischio e la quercia simboleggia l’intera corsa del sole dal suo momento più basso, appunto il solstizio d’inverno, al suo culmine nel solstizio d’estate, e ritorno. La quercia governa la fase crescente dell’anno. Il suo mese va dall’11 giugno al 9 luglio.

 

13 Questa relazione tra modernità e spazzatura era ben stata intuita da Céline, il quale, diversamente dalla visione piuttosto grandiosa che ne aveva Walter Benjamin in I passages di Parigi, Einaudi, 2001, così si esprime sui Passages parigini, primi templi del consumo, anticipo dei futuri Grandi Magazzini: «Il Passage, dobbiamo confessarlo, è cosa da non credersi come lerciume. Pare fatto apposta per creparci, lentamente ma sicuramente, fra le pisciate dei scagnozzi, la zella, gli scaracchi, le fughe di gas. E’ più fetido di una prigione», in L.-F-. Céline Morte a credito, trad. it. di G. Caproni, Garzanti, Milano, 1981.

 

14 L’uomo della società dei consumi è uno schiavo «sociale» nel duplice senso che è schiavo della società e che per renderlo tale ne è stato distrutto il rapporto con la sua individualità profonda, col suo Sé. Per fare ciò si è dovuto distruggere l’intero sapere etico, istintuale e filosofico maschile, che sulla relazione dell’individuo col Sé aveva costruito l’immagine del soggetto maschile e della sua Comunità, di cui era fondatore e difensore.

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