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Il Selvatico. Un sentiero per l’uomo del terzo millennio

Conferenza tenuta venerdì 22 settembre 2000, presso il Liceo Arnaldo di Brescia.

A partire dalle Rivoluzioni borghesi l’uomo ha eretto come proprio perno e divinità la Dea Ragione,finalizzata al profitto economico, divenendo incapace di stabilire un soddisfacente ed equilibrato rapporto con la natura (sua dimora). Questa condizione ha causato tali scompensi nella sua identità (di genere, culturale, storica ) che l’uomo della nostra epoca, benché abbia tutto ciò che desidera, non è più in grado neppure di riconoscere i propri desideri (figuriamoci di compiere un’azione di cambiamento). A livello storico sociale il problema si configura come: morte del Sacro da una parte, morte della Natura dall’altra. Tradotto in termini umani: altissimo rischio ecologico, degenerazione delle energie aggressive verso forme di violenza assurde come la pedofobia,fine del riconoscimento dell’essere umano nella sua sacralità e mistero, intolleranza verso le altre culture, minacciate ogni minuto dalla diffusione della globalizzazione.
Il Maschio Selvatico, espresso ad esempio dalla figura alpina dell’Uomo Selvatico, si pone soprattutto come indicazione di una via tutta da esplorare verso il Bosco, luogo metaforico, interiore, del Mondo Selvatico, la natura incontaminata, in cui si realizza il distacco dai modelli precostituiti del consumo. In questo silenzio è finalmente possibile percepire il proprio corpo, la propria autentica dimensione umana, e la propria identità maschile che si fonda sull’immagine del dare, del donare, del rischiare.Il Selvatico si configura quindi come una via che porta l’individuo a una nuova relazione con il mondo e gli altri. Un modo diverso di relazionarsi aperto anche alla discussione sui problemi più attuali. Uno di questi, ampiamente trattato, riguarda l’identità culturale, una questione che coinvolge intere nazioni che attraverso conflitti etnici si oppongono alla violenza omologante dei grandi gruppi economici. Un altro tema é il disastro ecologico promosso dalla fine del rapporto sacrale con la natura, e dall’incapacità dell’uomo di assumere una responsabilità di fronte al carattere distruttivo della propria potenza, per uno sviluppo compatibile.

Utile per approfondire la questione, e mettersi alla ricerca di sentieri nuovi rispetto alla disastrosa strada principale,che l’Occidente ha imboccato da tempo, è il preciso albero dell’identità,presentato in disegno.

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