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Il padre, l'assente inaccettabile

Il commento dei lettori e delle lettrici

Egregio Dottor Risé,
mi chiamo Monica. Le scrivo per esprimerle tutta la mia stima e un ringraziamento per i bellissimi libri sul padre che ha scritto. Libri che mi sono stati molto utili e che ho citato nella mia tesi di dottorato sulla figura del padre nella letteratura di Haiti. Si tratta di una letteratura poco conosciuta in Italia, anche se in questi anni qualche romanzo è stato tradotto anche nella nostra lingua. I miei studi hanno evidenziato come la figura del padre si ponga alla base di un percorso di ricerca dell'identità che interessa trasversalmente tutte le letterature cosiddette post-coloniali, tra cui quella haitiana. Ne sono un esempio romanzi come Il primo uomo di Albert Camus, Il mio orecchio sul suo cuore dell'anglo-pakistano Hanif Kureishi, Mr. Potter di Jamaica Kinkaid, che hanno tutti per protagonisti la ricerca del padre.
Ad Haiti la figura del padre di famiglia è piuttosto debole mentre abbiamo una paternità simbolica molto forte che si identifica con i leader politici (ad es. il famigerato Papa Doc, François Duvalier). Secoli di schiavitù hanno portato ad una famiglia matrifocale, osservabile ancora oggi, incentrata sul rapporto madre-figlio, mentre il padre rimane ai margini: spesso non vive sotto lo stesso tetto e mantiene relazioni con più donne, da cui ha svariati figli. Raramente assolve alle sue funzioni perché ne è stato disabituato fin dai tempi della piantagione, quando veniva venduto senza tenere conto dei legami familiari con la compagna che gli era stata assegnata e con i figli nati nel frattempo.
Questa situazione di assenza del padre dalla famiglia si riflette nella letteratura, che ha spesso come protagonisti giovani orfani di padre ritratti nel passaggio dall'adolescenza all'età adulta. Uno dei temi ricorrenti, oltre alla difficoltà di una corretta elaborazione edipica dovuta ad un rapporto madre-figlio improntato a una totale fusione, è proprio quello dell'iniziazione, di cui le hai parlato ne Il padre, l'assente inaccettabile. Nei romanzi che ho analizzato ci sono parecchie figure di padri putativi, di mentori che intervengono nella vita dei giovani eroi e li guidano in vari modi verso l'età adulta.
Un altro aspetto da Lei messo in luce e che mi ha molto colpito è la "verticalità" della figura paterna, che spinge gli uomini a non accontentarsi di obiettivi illusori ed estemporanei ma imprime alla vita un impulso progettuale verso il perseguimento di obiettivi "alti". In uno dei romanzi autobiografici che ho analizzato, il protagonista rievoca le parole del padre, morto giovane per una malattia, che amava definirsi "un Nègre vertical". Egli infatti, avvocato impegnato politicamente, si era rifiutato di venire a patti con il potere per fare carriera in fretta ed arricchirsi, ma, grazie al suo talento visionario, era riuscito a prevedere gli eventi nefasti che avrebbero colpito il paese con l'ascesa al governo di Duvalier.
Molto interessante per il mio studio è stato anche il suo libro su Don Giovanni. Il dongiovannismo, il machismo, sono tratti che caratterizzano gli uomini caraibici, più interessati alle scommesse sui combattimenti di galli, all'uso di alcoolici, e che misurano la loro virilità collezionando svariate avventure sessuali. Il dongiovannismo e l'erranza, come lei ha evidenziato, allontanano l'uomo dal suo ruolo paterno. In alcuni dei romanzi che ho letto ci sono personaggi di "sradicati", che non riescono a fermarsi in nessun posto, men che meno con una sola donna, e che sono l'antitesi del padre.
Spero di non averla annoiata ma mi faceva piacere metterla a parte di questo mio studio che sto ormai terminando. Uno studio che, inevitabilmente, mi ha messo in contatto con la mia storia personale, e quindi con mio padre, che ho perso quando avevo 16 anni; ora ne ho quasi 40 e la sua mancanza si fa sentire più adesso di prima. Mi piacerebbe poterle scrivere ancora, anche se immagino che sarà molto impegnato.
Per il momento la ringrazio per l'attenzione e scusi se mi sono dilungata troppo.
Un cordiale saluto Monica Blondi

Credo che "Il padre l'assente inaccettabile" sia un testo fondamentale per ogni donna, in particolare se è madre. E' infatti una chiave di lettura preziosa per comprendere il mondo degli uomini, per riposizionare se stessa all'interno del femminile e rivedere il proprio ruolo sociale. In ogni madre (in particolare italiana!) si annida una potenziale Grande Madre, onnipresente ed onnipotente per il figlio e per il padre, ridotto a semplice comparsa "economicamente significativa" all'interno della famiglia. Le origini storico-sociali e gli effetti perversi di questa situazione sono bene illustrati dall'autore. Leggere libri come questo aiuta a riflettere su un fenomeno dilagante, che possiamo scegliere di non integrare e non accettare nella nostra vita, favorendo invece un "ritorno al Padre" che farà bene a tutti: ai nostri figli, ma anche a noi, figli "orfani" del Padre interiore. Se posso permettermi un suggerimento cinematografico di sostegno: chi legge questo libro si procuri nello stesso tempo il film "Les Choristes". Daniela Sacchi Cremmer, Lussemburgo (10 maggio 2006)

Egregio dott. Claudio Risé,
da molti anni ci conosciamo indirettamente e da molti anni ho avuto modo, data la mia situazione personale, di leggere alcuni tuoi scritti sui quali non ho assolutamente nulla da obiettare sia per la chiarezza e la logica con cui sono scritti, sia per l'affinità profonda che, evidentemente sento, per quanto esprimi.
Sono uno dei tanti padri espulsi dalla compartecipazione di vita coi figli.
Anzi ho dovuto fare la scelta dolorosissima di staccarmi completamente per evitare forme di rivalsa incredibili e pericolose per la salute psichica e fisica del mio unico figlio.
Tutto ciò dopo averlo seguito come padre e madre fino alla sua età di due anni, poiché lei era poco in grado di accudirlo anche per le necessità materiali.(l'ho svezzato dal latte, gli ho insegnato a controllare i bisogni fisiologici, a parlare, a ridere, a camminare.....).
Comunque non intendo avere uno sfogo, quanto esprimere in queste poche parole quanto ho sofferto e, analogamente quanto ho trovato sollievo nei tuoi libri che sono il cardine importante di questa nostra travagliata epoca per tenersi ancoràti al senso di famiglia ed al ruolo dei due componenti genitoriali.
Constato, da decenni, anche per la mia professione di medico i guasti disperanti di una “incultura” deteriore che produce figli per "abitudine di specie" ma non li sa educare.
Ed il ruolo più deteriore purtroppo è quello di tante madri incapaci ed inadatte al loro ruolo, ma intolleranti del ruolo pure importante, ma sottovalutato, del loro marito e padre dei figli.
Le analisi trancianti, che vengono espresse in questi libri, che mettono nella giusta luce il ruolo del padre, dovrebbero trovare posto, finalmente, nelle menti di tanti giudici della sezione famiglia dei tribunali, se solo leggessero.....
Cordialità Mario Dalbuono

Leggere il suo libro, “Il padre l’assente inaccettabile”, ha confermato con numeri e analisi ineluttabile ciò che, da tempo, è nei miei pen-sieri, nella mia preoccupazione. Da poco più di dieci anni (…ma so-no una trentina quelli che sto spendendo nella scuola…) ho dovuto prendere atto di quali nefasti cambiamenti la nostra società stia di-ventando lo scenario più eloquente: più di un terzo dei miei alunni sono figli di “padri cacciati (…e usciti…) di casa“, sono figli di fami-glie che si ricostruiscono e portano alla necessità di riconoscere al-tri padri, altri fratelli; sono figli che chiedono a me un po’ di stabilità. Preadolescenti spesso perfetti esemplari della sindrome Adhd con cui devo fare i conti quotidianamente.
Faccio onestamente quel che posso come “ortopedica dell’anima”, ma mi considero adeguata solo quando posso constatare che i miei alunni fanno a meno delle mie ”protesi”, si muovono meglio da soli, senza squilibri devastanti, sono più fiduciosi, meno barcollanti.
Sono consapevole del limite imposto dal mio ruolo, ma anche del li-vello di responsabilità che esso implica. Io sono ampiamente inseri-bile in quel grande numero di…madri, insegnanti, assistenti sociali, psicologhe, avvocatesse, giudici…(“professioni d’aiuto”) che sem-pre più va “maternizzando” la società con quel carico di negatività che la tonalità dell’accudire, con la creazione di un inesauribile bi-sogno di essere accuditi, rende tutti, i maschi in particolare, più fra-gili, più infantili, al fine incapaci di essere padri.
Condivido molto di ciò che lei ha scritto, ma si può assegnare ai maschi il solo ruolo di vittime? Quale e quanta responsabilità hanno ed hanno avuto, nel tempo, i comportamenti maschili connessi ai mutamenti sociali che hanno portato la donna a rinsaldare il proprio ruolo così come lei perfettamente illustra?
Innegabile l’urgenza del ritorno del padre, ma anche quello della famiglia e della coppia innamorata e fedele… Ho un figlio di 27 anni (è un suo modo di prendermi bonariamente in giro il mio presuntuo-so indirizzo di posta elettronica) che guarda con speranza, ma an-che con timore al matrimonio in quanto troppi intorno a lui, amici, fi-gli di amici, sono …”padri cacciati di casa”: ho fiducia che maturi positivamente la scelta di un matrimonio all’insegna dell’amore per la sua donna e del senso di responsabilità genitoriale per cui…”suo compito è amare e provvedere ai suoi cari senza risparmiarsi”. Suo padre gli è stato, in questo, ineludibile esempio.
Ciò detto, spero che non le sembri incoerente, ma sufficientemente giustificato il desiderio di aggiungere il mio nome alle adesioni all’appello “Per il padre”: continuerò a seguire i suoi interventi su questa fondamentale problematica e…regalerò a mio figlio e alla sua ragazza i suoi testi illuminanti.
Cordialmente Iva

Buongiorno a tutti.
Sottoscrivo con entusiasmo l' iniziativa del Dott. Claudio Risè. Ho letto con passione il libro "Il padre- l'assente inaccettabile".
E' un libro-verità in cui mi rispecchio totalmente. Mio padre per me è stato ed è tuttora un punto di riferimento, a lui devo la formazione della mia identità e personalità. Grazie a lui, soprattutto nelle sconfitte e nelle difficoltà, ho trovato il coraggio e la fiducia di non arrendermi e lottare con tutta me stessa. Ho incassato una buona dose di autostima che mi sorregge nell'affrontare l'impatto con i casi della vita. Un ringraziamento a tutti i padri ricordando a loro e a me stessa che la civiltà moderna ha "nostalgia del padre" e vuole assolutamente che egli ritorni a svolgere il suo ruolo naturale e ad essere un sostegno psicologico, affinchè, noi giovani, un domani, possiamo ereditarne il ruolo.

Laura Sforza - funzionario statale - Roma

Caro Claudio, con un certo ritardo ti segnalo il mio apprezzamento per il tuo ultimo lavoro. Non posso dirne altro che bene. Ha le carte in regola per segnare uno spartiacque tra l' èra del "se e dei ma" e quella nella quale si parla chiaro e diretto.
Intelligibile anche per agli ottusi, è un lavoro che senza stradire e strafare, può rappresentare una svolta. Si sente una tonicità nuova, cosciente e serena. Tu hai ben operato, il resto è nella mani di Dio. Un abbraccio, Rino Barnart - www.uomini3000.it

Mi complimento per il saggio, corposo, denso e intellettualmente spregiudicato sulla tanto dimenticata Potestas paterna. Merce rarissima nel vuoto ideativo che assilla e tormenta la carne della cultura. Per quel che può valere, mi compiaccio di questo prezioso dono.
Complimenti. Ivo Germano Università di Bologna-Forlì Dipartimento di Sociologia

Caro Claudio, Bellissimo testo. Antonio Albanese Capo redattore di Area

Caro dottor Risé, ho iniziato a leggere il Suo nuovo lavoro "IL PADRE, l'assente inaccettabile" e desidero rallegrarmi con Lei. Già conoscevo diversi Suoi testi che apprezzo e consiglio spesso ai ragazzi (sono insegnante) ma pure a tante persone mature (madri separate in difficoltà nel capire le esigenze profonde dei loro figli maschi ecc...). In questo libro sento una profondità e un'ampiezza di respiro che aggiungono al Suo pensiero una forza ed una solennità nuove. Grazie. Questo testo farà molto bene.
Con stima ed amicizia. Danilo Lorenzini

Ho letto con grande partecipazione ed interesse il suo libro "Il Padre, l'assente inaccettabile". Ho sempre sentito, al di là di alcune sacrosante rivendicazioni femministe, che noi , donne della mia generazione, su alcuni punti non abbiamo avuto le idee completamente chiare. Abbiamo bisogno di voi uomini per vederci più chiaro su certe questioni.
Perciò trovo sempre molto interessante leggere nei suoi libri il punto di vista maschile. Su un argomento, però sono sicura di non sbagliare: non si può considerare un figlio (anche se ancora non nato) solo della madre.
Non si può restare sordi al dolore dei padri che si vedono togliere i figli: ho sentito e sofferto esperienze di amici e grazie a loro ho capito che i miei figli, i nostri figli, sono dei padri altrettanto di quanto sono nostri.
Aderisco quindi molto volentieri al documento "Per il Padre" sperando che si riesca a cambiare qualcosa non solo nella legge sull'aborto, ma anche nella mentalità delle donne e degli uomini del nostro tempo per vivere una migliore amicizia trai due sessi, nel reciproco rispetto e nella reciproca valorizzazione dei diversi ruoli. Silvia Bianco-Mengotti - Dirigente scolastica

Ho letto con vivo interesse il libro. Dire che è un bel libro sarebbe veramente riduttivo. Ne ho letti molti di libri, ma quello del Prof. Risè mi ha saputo dare qualcosa in più del semplice sapere: "mi ha dato una nuova visione della società e della storia, armonizzando elementi teologici, storici e psicologici frutto di una abnegazione e di una incessante passione del Prof. Risè per la sua "missione" gravosa e piena di responsabilità: dare un senso alla vita così desacralizzata dal "culto del materialismo".
Con sincera stima e gratitudine, Emiliano Paoletti - Roma

Credo che sia ora che il padre possa interferire con le decisioni della donna. Non solo deve avere gli stessi diritti della madre, ma mi preme soprattutto sollevare il problema della decisione esclusiva della donna riguardo all'aborto. Quando esista un padre (non importa se coniugato con la madre o no) nel momento in cui viene a sapere che la compagna o l'ex compagna vuole abortire deve avere il diritto di opporsi e pretendere il parto e l'affidamento del bambino. Se i figli si fanno in due, è legittimo che tutti e due abbiano voce in capitolo, riguardo al bene della vita nascente. Maria Carla Papi (mamma)

La copertina posteriore

L’Occidente contemporaneo è definito dalle scienze sociali  «una società senza padri». Alcuni vi vedono la fine, positiva, di ogni “patriarcato”; altri, come l’autore, notano con preoccupazione il vuoto lasciato dall’assenza paterna. Per Claudio Risé, psicoanalista di formazione junghiana e docente di scienze politiche e sociali, il padre è la figura psicologica che collega la biografia individuale al piano trascendente e consente così l’integrazione del dolore e della perdita attraverso l’insegnamento esemplare del suo senso. La «società senza padri» appare, quindi, come un mondo che ha smarrito il senso religioso e, con esso, la capacità di dare significato alle prove della vita, cui l’individuo reagisce infantilmente attraverso il rifiuto e la negazione o con la depressione.
Il libro entra nel vivo della cronaca di oggi mostrando come l’assenza paterna non nasca da fumosi processi psico-sociologici, ma dalla diffusione di separazioni e divorzi, che si concludono quasi sempre con l’espulsione dei padri da casa e con la rottura (o il grave indebolimento) del loro rapporto con i figli. A questo si aggiunge l’attuale legislazione abortista che per la prima volta nella storia umana toglie la parola al padre in materia di procreazione. Di fronte agli enormi danni umani e psicologici di questa situazione, si va delineando una reazione, diffusa soprattutto fra i giovani, di cui Risé presenta, e interpreta, le prime forme. Si tratta di un sentire condiviso, che si traduce in usi e costumi nuovi, atti a dare spazio e considerazione a un padre consapevole e responsabile.

Le recensioni

Crescere senza padri, la crisi del maschio (di Claudio Risé, da “L’Ordine”, Inserto de “La Provincia”, 15 marzo 2015)

Papa Bergoglio, Padre spirituale in aiuto ai padri . (Intervista a Claudio Risé, di Vera Fisogni, da “Papa Francesco. Due anni di pontificato”, Inserto de “La Provincia”, 12 marzo 2015, www.laprovinciadicomo.it)

La société ne peut pas se passer de la famille ("Valeurs actuelle", 20 janvier 2006)

Au nom du Père! ("Minute", 21 septembre 2005)

L'uomo non è incluso: Inchiesta N. 1 del Comitato Nazionale di Liberazione dall'Orrore - di Assuntina Morresi (da www.stranocristiano.it )

E voi padri, insegnate che desiderare è bello - da Famiglia Cristiana, n. 46, 14 novembre 2004 di Renata Maderna

Il ruolo del padre nell'educazione:presenza indispensabile - a cura di Massimo Boggi - da Edufamily - settembre 2003

Sono i figli a chiederci di dargli delle regole - di Renata Maderna da Famiglia Cristiana, n. 16, 18 aprile 2004

Il padre, l'assente inaccettabile - Da Il Timone luglio/agosto 2033 - a cura di Jacopo Alberti - www.iltimone.org

Il vuoto lasciato dall'assenza paterna - Da Nuova e Nostra, 25/5/03

In famiglia dalla parte del padre - Incontro con Claudio Risé all’Unione Giuristi Cattolici di Piacenza, Da Libertà di Piacenza, 2/7/03 - Di Oliviero Marchesi

Una società orfana per l'assenza del padre - Intervista a cura di Caterina Diemoz - Dal Messaggero di sant’Antonio, ottobre 2003

Un ruolo che, oggi, ha perso significato - Dal Confidenze, 11-06-2003

Il padre oscillante tra Grandi madri e fratelli - Dal Giornale del Popolo - Bellinzona e Valli

L'Occidente oggi: società senza padri - Di Oliviero Marchesi - da Libertà - Piacenza, 1-7-2003

Ecco lo stupidario dei perfetti divorziati - Di Nino Materi

Sono tutte figlie di "padri assenti" le più importanti donne manager - Di Gaspare di Sclafani

Il padre assente - Da Noi Genitori & Figli. Mensile di vita familiare

Un messaggio di impegno e di speranza lanciato da Claudio Risé - di Claudio Bonvecchio - dal Giornale del Popolo di Lugano

La riscoperta dell'autorità - Testi per genitori e insegnanti sulla crisi dei ruoli educativi-a cura di Giorgio Ragazzini - Centro Studi della Gilda Nazionale

Perchè non ci sono mai - da Donna Moderna

Significati e compiti della figura paterna - di Tiziana Melloni da Vita Nuova, 24 Aprile 2003

Un libro per una svolta - di Rino Barnart  www.uomini3000.it

Il padre assente inaccettabile - a cura di Argentovivo (da Il Giornale della Libreria, 1 aprile 2003)

Padri, inizia la riscossa - intervista a Claudio Risé di Luca Gallesi (da Avvenire, 10 maggio 2003)

Pericolosa crisi del ruolo paterno di Marco Lombardozzi (da Metro, maggio 2003)

La Miniera di Giove - Libri e Padri

Verlorene Väter- di Georg Mair (da FF/Bolzano)

Padre nostro, ti abbiamo cacciato- intervista a Claudio Risé di Adriano Favaro (da Il Gazzettino)

Il grande assente- di Luca Pesenti (da Tracce)

Papà, resta sempre con me- di Renata Maderna (da Famiglia Cristiana)

Uno junghiano contro la Grande Madre - di Luca Pesenti (Da Il Domenicale)

Una sezione della bibliografia

* E' anche nel quadro di quest'azione che negli ultimi anni si sono moltiplicati gli studi sulla funzione e la condizione del padre oggi, molti dei quali non abbiamo potuto citare nel corso del testo. Li ricorderemo qui rapidamente. Molto apprezzabile lo studio: Genitore responsabile, Bambino equilibrato, di F. Dumesnil, San Paolo, 2000, Cinisello Balsamo-Milano. Interventi a più voci in: Dove abbiamo sbagliato, a cura di G. Martignoni, e G.Zois, Edizioni Il Giornale del Popolo, 2001, Lugano. Studi a più voci su: La famiglia italiana, a cura di V. Melchiorre, San Paolo, 2000, Cinisello Balsamo-Milano. Interessanti gli studi raccolti in: Al crepuscolo del padre, a cura di G. Martignoni, ed Alice, Comano, 1994. Nella raccolta di saggi:Fathers, Sons, and Daughters, a cura di Charles Scull, J.P.Thatcher Inc., Los Angeles, 1992, interventi, tra gli altri di: R. Bhly, W.Farrell, J. Hillman. Tra gli studi junghiani accurato: A. e L. Colman, The Father. Mythology and changing roles Chiron, Wilmette, Illinois, 1988. Cfr. ancheThe father, a cura di A. Samuels, FAB, 1985, e A. Pirani The absent father, Arkana-Penguin, 1989. Sdrammatizzanti e ideologicamente "politically correct", ma con qualche dato, anche: T. Arendall, Father & Divorce, Sage, London, 1995, e, a cura di A.J.Hawkins e D.C.Dollahite, Generative Fathering, Sage, 1997. Intuitivo e sensibile: G. Corneau Père manquant, fils manqué, Les Editions de l'Homme, Québec, 1989, poi tradotto in diverse lingue. Importante: Royal Segolen, La societé doit arrêter de marginaliser les pères, Pastorale familiale, n. 5-6, 2001, pp. 2; Saint-Germain Louise, Krymko-Bleton Irène, Sur les traces du déni. Récits d'hommes sur l'avortement, Dialogue, n. 131, 1996, pp. 93-109; Zaouche-Gaudron Chantal, Le Camus Jean, Devenir père: du désir d'enfant aux premiers liens, Dialogue, n. 121, 1993, pp. 95-110.

Tra i vari materiali italiani, interessante: Il padre e la vita prenatale, ANPEP, Treviso, genniao-giugno 2001. Altri, fra loro di diversa provenienza e interesse: Rete di esperti su "La cura dei bambini e i servizi per l'infanzia", L'impegno degli uomini nel lavoro di cura dei bambini. Rapporto sul seminario tecnico promosso dalla Rete europea Glasgow, 18-19 maggio 1990, Commissione delle Comunità Europee, 1990, pp. 36;      Moro Alfredo Carlo, La figura del padre nel diritto e nella prassi, Bambino incompiuto, 1, gen-apr., 1984, 61-73; Guaraldi Gianpaolo, Il padre "genitore", Bambino incompiuto, 1, gen-apr., 1984, 75-80, Schutze Yvonne, Kreppner Kurt, Paulsen Sibylle, Essere padre, Psicologia contemporanea, 59, set-ott., 1983, 3-8; Smorti Andrea, La paternità come processo evolutivo, Psicologia contemporanea, 80, mar-apr., 1987, 36-43 Smorti Andrea, La paternità come processo evolutivo. Psicologia contemporanea, 81, mag-giu., 1987, 33-39, Psicologia contemporanea, 82, lug-ago., 1987, 24-31;  Smorti Andrea, Il ruolo del padre, Età evolutiva, 11, feb., 1982, 113-120; Quadri Santo, Paternità e impegni di lavoro e di vita sociale, Studi sociali, n. 12, dicembre, 1982, pp. 83-91; Galli Norberto, L'insufficienza del padre nell'educazione dei figli, Pedagogia e vita, n. 4, luglio-agosto, 1994, pp. 8-10; Criscuoli Giovanni, L'opposizione del marito all'aborto voluto dalla moglie: dai casi Paton e Danforth all'art. 5 della legge n. 194, Il diritto di famiglia e delle persone, n. 1, gen-mar, 1979, pp. 184-243 Corsano Paola,   Gislon Maria Clotilde, Alcuni aspetti della funzione paterna nel processo di sviluppo adolescenziale, Adolescenza, vol. 7, n. 1, gennaio-aprile, 1996, pp. 1-18; Starace Giovanni (a cura di), La paternità. Le funzioni, i miti e l'esperienza dell'essere padre, Franco Angeli, Milano, 1983, 243; Ventimiglia Carmine, Di padre in padre. Essere, sentirsi, diventare padri, Franco Angeli, Milano, 1994, pp. 196; Lo Russo Giuditta, Uomini e padri. L'oscura questione maschile, Borla, Roma, 1995, pp. 231; Bramucci Andrea, Da maschio a uomo da uomo a padre, "Rocca", n. 14, 15 luglio, 1998, pp. 46-49; Scabini Eugenia, La figura paterna e la metamorfosi dei ruoli parentali, Vita e pensiero, n. 4, luglio-agosto, 1999, pp. 313-322; Quaglia Rocco, Longobardi Claudio, Pagani Simona, Il "valore" del padre. Il ruolo paterno nello sviluppo del bambino, Utet Libreria, Torino, 2001, pp. XIII, 143; Braun Levine Suzanne, Papà a tempo pieno. Cosa succede quando gli uomini antepongono la famiglia al lavoro, Sonzogno, Milano, 2000, pp. 207. 

 

* Questa la bibliografia indicata nella nota 17 a pag. 147.
La nota è relativa al  capitolo VII “Il mondo che cambia. Dal padre «eliminabile» al padre responsabile.”