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Introduzione

Uomini che parlano di sentimenti, paure, speranze, emozioni. Anzi, che ne scrivono, frantumando un’immagine consolidata che vorrebbe il genere maschile imprigionato nel silenzio, nell’incapacità di raccontare ciò che sente, prova, sogna. Questo libro di colloqui – anche molto intimi - «da uomo a uomo» smentisce questo stereotipo e mostra quanto stia cambiando il modo di essere dei maschi nel mondo e con gli altri. La nuova fase si manifesta vistosamente nel «movimento degli uomini», che negli Stati Uniti è oggi un importante fenomeno di massa e che in Italia si è impegnato, più che nella competizione con le donne, nella reinvenzione della cultura istintuale e materiale maschile. L’uomo, iniziato all’età adulta non più dal padre o da figure simili, ma dalla madre, è come un cane senza fiuto, privo di strumenti di orientamento: questa è la tesi di Claudio Risé. E infatti gli autori delle lettere raccolte in questo libro esprimono tutti, in modi differenti, lo stesso disagio: l’incertezza della propria identità, la mancanza di punti di riferimento e di modelli, la ristrettezza del proprio spazio privato, ceduto in gran parte alla famiglia, all’azienda, alla compagna. Nelle sue risposte lo psicoanalista, che da anni lavora e scrive sulla condizione psicologica dell’uomo contemporaneo, indica il percorso che permette ai maschi di ritrovare un orientamento spontaneo nelle loro vite di compagni, padri, amanti e di vivere con consapevolezza e piacere la loro condizione specifica, quella di un essere che ha radicato profondamente dentro di sé l’istinto della lotta e della sfida, così come il bisogno di creare ed espandere il proprio Io oltre il cerchio degli affetti.  

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